Draghi all’attacco per conquistare, dopo Karlsruhe, i tedeschi

Da quando, settimana scorsa, Mario Draghi ha annunciato che la Bce contrasterà gli attacchi speculativi con acquisti illimitati di titoli di stato, non c’è stato giorno che dalla Germania non siano partite dure critiche all’operato del governatore. Tra le accuse più frequenti quella che Draghi stia trasformando la Bce in una Banca d’Italia. E visto che nemmeno gli interventi in sua difesa di Angela Merkel e Wolfgang Schäuble hanno sortito l’effetto desiderato, il governatore ha deciso di passare al contrattacco, con una campagna mediatica indirizzata a convincere il popolo tedesco.
7 AGO 20
Immagine di Draghi all’attacco per conquistare, dopo Karlsruhe, i tedeschi
Da quando, settimana scorsa, Mario Draghi ha annunciato che la Bce contrasterà gli attacchi speculativi con acquisti illimitati di titoli di stato, non c’è stato giorno che dalla Germania non siano partite dure critiche all’operato del governatore. Tra le accuse più frequenti quella che Draghi stia trasformando la Bce in una Banca d’Italia. E visto che nemmeno gli interventi in sua difesa di Angela Merkel e Wolfgang Schäuble hanno sortito l’effetto desiderato, il governatore ha deciso di passare al contrattacco, con una campagna mediatica indirizzata a convincere il popolo tedesco. Il primo passo è la lunga intervista pubblicata ieri dalla Süddeutsche Zeitung. Subito all’attacco. Domanda: perché non va a parlare al Bundestag? Risposta: “Sarebbe una buona occasione per spiegare cosa stiamo facendo. Se il Parlamento mi dovesse invitare, volentieri accetterò la proposta”. Effetto immediato: il presidente del Bundestag, Norbert Lammert, si è subito dichiarato assai felice e proporrà al più presto una data per questo incontro.
Quale sia però lo stato d’animo nel paese, lo si capisce sin dalla prima domanda del quotidiano bavarese: “La Bce vuole acquistare un ammontare illimitato di titoli di stato di paesi in crisi. I suoi connazionali si saranno congratulati con lei, per essere riuscito a far allentare i cordoni della borsa a tedeschi e altri cittadini europei”. Abile e diplomatico, Draghi non reagisce né a questa stilettata, né a quella successiva, quando gli viene ricordato che il segretario generale della Csu, Alexander Dobrindt, l’ha definito un “falsario”. Il governatore si è limitato a rispondere: “Credo che cambierà idea quando vedrà i risultati. E ce ne sono già di positivi. Il solo annuncio della nostra strategia è servito ad aumentare la fiducia nell’euro. I manager dei fondi stanno riportando capitali in Europa, e questo non può che far bene anche all’euro”. L’opinione pubblica tedesca però non si fida. Stando a un sondaggio del canale televisivo pubblico Ard, la maggioranza degli intervistati boccia l’azione di Draghi. Anzi, come fa trapelare la Sdz tra le righe, quel suo parlare della moneta unica come “irreversibile” ha un che di arrogante, quasi fosse “il Kanzler dell’Europa”. “Io parlo da presidente della Bce, ai cittadini, agli imprenditori, ai mercati finanziari – è la replica. Gli investitori hanno bisogno di visioni di lungo periodo per investire. E per loro è molto importante sapere che i nostri governi e parlamenti hanno deciso che l’euro è irreversibile”.
Quel che però tormenta il cittadino tedesco comune è l’annuncio di “acquisti illimitati”, che ai suoi occhi fa il paio con “rischi incalcolabili”. Paziente, Draghi torna a spiegare: “Le condizioni che vincolano il nostro intervento, sono la miglior garanzia contro questa eventualità”. Già, ma gli italiani sono furbi, accetteranno le condizioni e poi, una volta ottenuti i soldi, si sfileranno dagli impegni presi. Per questo i tedeschi solidarizzano con il governatore della Bundesbank, Jens Weidmann, secondo il quale la Bce finirà per finanziare i deficit statali. Draghi rigetta il paragone con gli anni 70, ma sa che scalfire certe immagini radicate è faticoso: “Sono decenni che la Banca d’Italia è indipendente. Dovremmo finalmente lasciar perdere i cliché”. Ma il senso della sua campagna mediatica è il sostegno alle scelte della Bce. Riguardo alle preoccupazione di Weidmann risponde: “Il Consiglio della Bce la pensa diversamente. Quello che facciamo è politica monetaria. E c’è una differenza fondamentale tra l’acquisto di titoli sul mercato primario o su quello secondario, dove i soldi vanno a chi vende i titoli e non allo stato”. E torna a sottolineare che il via libera ora all’Esm, dopo il verdetto di Karlsruhe, è un passo importante per gestire la crisi. “E noi, alla Bce, garantiremo una politica monetaria indipendente e la stabilità dei prezzi”.